Al fianco dell’Azione Cattolica, ancora e sempre

Ho ricevuto nei giorni scorsi una lettera che mi ha emozionato: l’Azione Cattolica Italiana, per voce del Presidente nazionale Giuseppe Notarstefano e dell’Assistente Generale mons. Claudio Giuliodori, mi ha chiesto di entrare nel Comitato d’onore delle celebrazioni per i 160 anni di vita dell’associazione, che culmineranno nel 2027 con l’Assemblea nazionale. Ho accettato con gratitudine, ma soprattutto con la consapevolezza di cosa significhi davvero questo invito per il Csi: non un riconoscimento da esibire, ma la conferma di un legame originario.

Il Csi nacque, infatti, dentro la Gioventù di Azione Cattolica, per iniziativa del prof. Luigi Gedda, che nel dopoguerra volle dare ai giovani cristiani un movimento sportivo, segno e testimonianza nella storia. Da allora, quel cammino di laici e cristiani impegnati non si è mai interrotto: è una strada che vogliamo continuare a percorrere insieme all’Azione Cattolica e che, oggi, probabilmente, chiede di essere rilanciata. È proprio nei tempi che viviamo che l’impegno dei cattolici nel mondo è chiamato a rinnovarsi: non per rincorrere l’attualità, ma per contribuire, insieme, a ridare senso, significato e direzione a una società che spesso sembra averli smarriti. È una responsabilità che ritrovo nelle parole con cui Papa Leone XIV apre la sua prima enciclica, “Magnifica Humanitas”, quando scrive che «mai l’umanità ha avuto tanto potere su sé stessa», un potere che, se non orientato da una visione autenticamente umana, rischia di smarrire la persona invece di servirla.

E a proposito di servizio alle persone voglio menzionare la finale dei Campionati nazionali di Atletica su pista a Torino. Mi sono calato nel clima festoso della manifestazione e ho preso atto dell’essenziale contributo dato dai Comitati, dalle società sportive coinvolte, dalle famiglie, dagli atleti e dai dirigenti della Presidenza nazionale. Ho spesso ricordato quanto siano impegnativi i tempi che viviamo e quanto sia vero che, proprio in queste circostanze, si vede il valore della nostra gente. Infatti, mentre tanti parlano e dicono quanto lo sport sia insostituibile per l’educazione dei più giovani, per la crescita di una società più giusta, solidale e coesa, il meraviglioso popolo del Csi è fatto di uomini e donne di buona volontà che lo sport lo promuovono e l’organizzano, accogliendo davvero tutte e tutti, specie i più fragili.

Share this post
Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp