Il CSI camuno firma per la pace in Congo

È forte il legame tra il CSI di Vallecamonica e la Repubblica Democratica del Congo; da alcuni anni i volontari dell’associazione hanno portato il progetto “CSI nel Mondo” nella missione di Bukavu collaborando con i padri Saveriani e le suore Dorotee che operano in questa zona. Anche quest’anno il progetto di volontariato sportivo prevedeva una spedizione in Congo ma la situazione, che non è mai stata tranquilla, è notevolmente peggiorata negli ultimi mesi. La crisi umanitaria, sociale e politica nell’est del Congo si era riaccesa già a fine 2021 con l’insorgere del Movimento M23; il culmine della guerra con l’occupazione di Goma il 27 gennaio 2025 e di Bukavu il 16 febbraio, con l’avanzamento in altre zone del Congo. Gli sfollati, costretti dalle nuove autorità a lasciare i campi, si trovano ad affrontare condizioni di vita estremamente difficili, tra case distrutte e campi abbandonati o occupati da altri. Una guerra spesso dimenticata che una rete informale di cittadini e associazioni, nata in Italia poco più di due anni fa, in preparazione della visita di Papa Francesco nella Repubblica Democratica del Congo intende porre al centro dell’attenzione. Per questo sarà inviata una lettera ai Deputati e ai Senatori della Repubblica Italiana per impegnarsi con alcune iniziative concrete a riportare la pace in questa area. Tra chi ha a cuore la sorte del popolo congolese e si impegna a fare il possibile per facilitare il ritorno della pace in questo Paese e nell’intera regione africana dei Grandi Laghi anche il CSI Vallecamonica che ha firmato la lettera. “La carneficina di Goma, con circa 3.000 morti accertati, ha scosso profondamente le coscienze internazionali. Siamo ormai tutti consapevoli che le radici di questa guerra affondano nei Paesi del nord, in una politica bilaterale e comunitaria nei confronti del Ruanda, mossa principalmente dalla necessità di approvvigionamento dei minerali strategici del Congo, ignorando il sangue e l’ingiustizia che accompagnano questo commercio.”  Il 13 febbraio scorso, il Parlamento Europeo ha votato, quasi all’unanimità, la Risoluzione 2025/2553(RSP), chiedendo l’immediata sospensione del Memorandum economico del 19 febbraio 2024 con il Ruanda, la fine del finanziamento e del supporto militare all’esercito Ruanda e sanzioni contro il regime di Kigali ed il movimento M23.
“È il momento di applicare questa risoluzione e intraprendere azioni concrete: sanzioni economiche e militari a livello comunitario e bilaterale, che diano un segnale chiaro al regime ruandese senza penalizzare il popolo ruandese. In questo contesto, ci rivolgiamo a voi, Onorevoli Deputati e Senatori, affinché utilizziate la vostra influenza e il vostro potere per sollecitare il Governo italiano a fare propria la risoluzione votata dal Parlamento Europeo il 13 febbraio scorso. Chiediamo che il nostro Governo intervenga attivamente a livello europeo per chiedere l’applicazione di questa risoluzione: le autorità europee sospendano immediatamente l’accordo del 19 febbraio 2024 con il Ruanda e ritirino il supporto militare a questo regime. Che la voce dell’Italia possa levarsi in nome del rispetto del diritto internazionale e per una pace duratura nella regione dei Grandi Laghi.” La rete delle associazioni “Insieme per la Pace in Congo” chiede ai parlamentari italiani e al Governo di intervenire con forza e determinazione per chiedere il ritiro delle truppe ruandesi dal Congo e di supportare le iniziative internazionali che mirano a porre fine a questa guerra ingiusta.

Share this post
Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp