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Uno sport che promuova le persone, le accolga e le affratelli

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Assisi è stato per il Csi soprattutto un incontro dentro il cammino della fede che dà senso e che detta ogni passo del nostro lavoro quotidiano. Vissuti diversi momenti di ritrovo con il messaggio evangelico, di abbraccio con la Chiesa. Erano con noi molti sacerdoti, dai vertici della Cei a due ex consulenti ecclesiastici nazionali del Csi, mons. Vittorio Peri, e mons. Claudio Paganini, oltra ad alcuni parroci di oratori dove il Csi è presente con società sportive dinamiche e cristianamente ispirate. Non possiamo raccontare Assisi se non ci caliamo, in questi momenti di ricerca spirituale, coronati da una fiaccolata partecipata e raccolta, che dalla Basilica di S. Maria degli Angeli, ci ha accompagnato fino alla Basilica di S. Francesco, nell’Assisi vera, centro spirituale del mondo, luogo di preghiera e di testimonianza nel solco degli insegnamenti di San Francesco e di Santa Chiara che tanta parte ebbero nella salvezza della Chiesa cristiana. In questo contesto di riflessione e preghiera condivisa va inserito il nostro lavoro. Quello dell’incontro con gli esponenti di gran parte delle espressioni politiche oggi presenti in Parlamento, quello delle nostre relazioni, quello dei Gruppi di lavoro e delle sintesi che ne sono scaturite. Solo partendo da questo si può alzare lo sguardo su quanto ci siamo detti. Da qui origina il senso del nostro impegno per gli anni a venire, cominciando da quel 2018 che ho indicato come l’anno dell’aggiornamento dello Statuto e che chiedo a tutti di rispettare perché l’Associazione ne ha bisogno. Prima di questo passaggio pratico ma fondamentale, voglio ricordare il calore umano, sinceramente affettuoso, che proviamo, noi uomini del Csi, avvertendo la paterna vicinanza della Chiesa, con la quale e per la quale ci rendiamo disponibili nel servizio di educatori attraverso lo sport. Il nostro servizio è cercare di proporre uno sport che promuova le persone, che le accolga, che le affratelli. Questo si realizzerà se saremo umili nel nostro agire, ponendoci in atteggiamento di ascolto e di rispetto, ma anche fermi nei princìpi da salvaguardare. Da qui passa la nostra attenzione privilegiata per i giovani, da formare, educare, ma anche da affiancare con affetto sincero, cercando di percepirne le istanze più profonde, così che il nostro servizio possa diventare veramente atto educativo. Non tanto perché “diciamo” quello che è giusto fare, ma perché “diamo testimonianza” concreta di quello che siamo, della fede che ci anima, saldamente coesi nel messaggio d’amore del Cristianesimo. Eravamo in molti, ad Assisi, per vivere il Meeting. Questo mi ha confortato e mi ha dato conferma che un’Associazione compatta e unitaria è possibile. Da Assisi sono ripartito confortato di tanta condivisione, solidarietà, partecipazione e voglia di fare. Questo non è merito mio. Ma di tutta una squadra che in questi mesi ha lavorato con sincerità e nella trasparenza per dimostrare quanto vogliamo bene a questa meravigliosa associazione che tante pagine di storia sportiva, sociale, culturale ha già scritto e che tante pagine saprà scrivere anche nel futuro. Ne sono certo. Il Csi, grazie ad un esercito di volontari e di dirigenti capaci e coraggiosi, sta lasciando il segno nella storia. E l’Italia sarà migliore se il Csi riuscirà a fare tutto ciò che è nei suoi ideali.

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