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Le regole non sono un optional

Una delle condizioni per far ripartire i campionati di calcio è quella di giocare in sicurezza rispettando quindi il protocollo sportivo definito dal CSI. Dopo due giornate del campionato di calcio si può iniziare a ragionare su come le società sportive applicano queste misure volte a proteggere atleti, dirigenti e pubblico dalla diffusione del virus. Un bilancio con luci ed ombre. In alcune strutture sportive si segue alla lettera il protocollo, anzi alcune misure sono più severe anche rispetto a quanto richiesto dai decreti ministeriali. Bene, è un segnale di grande attenzione per la salute. Altri gruppi sportivi applicano le regole a metà, con una cura particolare per chi entra in campo mentre si trascura la parte riservata al pubblico. Spettatori che sono tornati in numero considerevole a seguire la nostra attività sportiva. Se nell’epoca pre Covid le tribune si riempivano solo con le categorie giovanili adesso il seguito anche delle altre categorie si è ampliato parecchio. La voglia di tornare a fare comunità anche nei momenti sportivi è pari a quella di poter tornare all’aperto per seguire la squadra del proprio paese. É bello vivere l’attività sportiva con una cornice di pubblico importante, serve da stimolo anche per l’impegno dei nostri atleti. Ma allo stesso tempo, proprio in queste situazioni, cresce il pericolo che il virus torni a diffondersi. Infine c’è chi purtroppo per gran parte ignora l’applicazione del protocollo, e questo non va bene per niente. Quando cambia una stagione ci sono sempre sbalzi improvvisi di temperatura e perturbazioni all’orizzonte. Bisogna con pazienza e prudenza abituarsi a questi cambiamenti. Dobbiamo pensare ad una lunga maratona non ad uno sprint sui cento metri che ci permette di uscire dalla situazione di emergenza per azzerare tutto e tornare come prima. Occorre quindi l’impegno di tutti. Chi rispetta le regole deve continuare a farlo senza guardare cosa fanno gli altri, il loro impegno vale per i propri tesserati e deve essere da esempio e da stimolo per gli altri. Chi fatica a seguire tutto il protocollo deve fare uno sforzo in più oppure pensare a delle modifiche adeguate alle proprie forze; se non si riesce a gestire la presenza del pubblico si possono chiudere le tribune. Chi invece queste regole non le segue deve adeguarsi. Non ci sono sanzioni disciplinari per le società sportive che non seguono il protocollo; non è escluso che vengano introdotte dal Consiglio di Comitato. Il protocollo sportivo però, dobbiamo ricordarcelo, è stato definito seguendo le leggi dello Stato, le ordinanze regionali, provinciali e comunali pertanto se non vengono seguite le indicazioni si incorre nelle sanzioni previste dalla legge. In caso di controllo delle forze dell’ordine tutto deve essere a posto pena il pagamento di multe o la chiusura dell’impianto sportivo. Probabile che non si arrivi a tento ma se le situazione sanitaria dovesse peggiorare una stretta sui controlli è inevitabile. Non vogliamo fermarci di nuovo. C’è tento entusiasmo, tanta passione che è tornata ad animare la nostra comunità sportiva facciamo in modo che non si interrompa. E la strada per evitare questo ritorno al recente passato è una sola: il rispetto delle regole.

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